Rientro a scuola: 1000 proposte

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Proposte per settembre

Come sarà il rientro a scuola a settembre? Ce lo chiediamo tutti già da un po’. Ancora non c’è nulla di ufficiale ma solo tante proposte e supposizioni.

Sono stati chiamati in causa ben 18 esperti per cercare di stabilire quali norme di sicurezza applicare agli istituti scolastici di ogni ordine e grado ma, il decreto scuola appena approvato parla degli esami di stato, di didattica a distanza obbligatoria per tutti, di viaggi e uscite didattiche sospese, ma non chiarisce ancora quali saranno le modalità del rientro a settembre.

Quali sono le ipotesi per un rientro a scuola in sicurezza?

Si era proposto di far frequentare metà classe in aula e metà online, magari alternando le settimane. Qualcuno ha ipotizzato la frequenza di metà classe la mattina e metà il pomeriggio. Adesso si parla di riorganizzare le attività didattiche utilizzando gli spazi esterni alla scuola come parchi, strutture sportive o spazi culturali. Si valuta anche una rimodulazione del tempo delle lezioni, per permettere a tutti di frequentare, con la possibilità di estendere gli orari di lezione al pomeriggio e al sabato dove non già previsto, con ingressi e uscite degli studenti scaglionati.

Cosa si sa di sicuro?

L’unica certezza a quanto pare è che le classi verranno dimezzate, che serviranno degli spazi aggiuntivi, e che molto probabilmente serviranno più insegnanti.

Ci sarà il divieto di assembramento dentro e fuori dall’edificio scolastico. Le mascherine saranno obbligatorie per studenti sopra i 6 anni, docenti e personale scolastico. Verrà richiesto di rimanere a casa con una temperatura corporea superiore ai 37,5°C o se in presenza di altri sintomi influenzali; quindi ragazzi e bambini a casa anche con un semplice raffreddore o un po’ di tosse.

Ma quando riapriranno le scuole?

Anche su questo punto non c’è certezza. Solitamente il calendario scolastico è in mano alle regioni ma, a causa delle elezioni amministrative (con possibile referendum aggiuntivo) previste per il 20 settembre, c’è la possibilità che il rientro a scuola non avvenga prima del 23. I seggi hanno bisogno di tempi più lunghi per permettere il distanziamento sociale e la disinfezione dei locali e, come fatto presente dai governatori regionali Zaia e Toti, si rischierebbe di aprirle per pochi giorni e chiuderle subito dopo.

Nulla si sa neanche per quanto riguarda le modalità di recupero dei crediti formativi per gli studenti che a fine anno avevano delle insufficienze.

Altri problemi da risolvere

I dubbi che rimangono sul rientro a scuola sono tanti, uno di questi riguarda le scarse risorse umane e finanziare di cui la scuola dispone. Saranno sufficienti?

Un’altro pensiero va ai genitori. A loro chi ci pensa? Ci si troverà a far conciliare lavoro e famiglia con i nuovi orari scolastici e a riorganizzarsi con babysitter e nonni. Durante il lockdown molti genitori sono riusciti a continuare il proprio lavoro in modalità smart working, sarebbe utile che le aziende, la dove possibile, permettessero ancora questa modalità di lavoro per consentire una gestione più semplice dei figli.

E i mezzi di trasporto? Molti studenti vanno a scuola con i mezzi pubblici o con i pulmini? Come verranno organizzate le corse? Solitamente i mezzi sono sempre strapieni, bisognerà accompagnare i ragazzi in macchina? E con gli orari di lavoro come ci si organizza?

E le attività extrascolastiche, sportive e non: Riusciranno a rimodulare i corsi in funzione dei nuovi orari scolastici?

Con il rientro a scuola si andrà incontro a nuovi problemi e nuovi disagi che, si spera, vengano presi in considerazione e risolti entro la fine dell’estate.


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